Tutto quello che serve sapere per capire il proprio punteggio e presentare una domanda
sensata. Le risposte sono verificate sul testo del
DM 89 del 21 maggio 2024 e sull'Allegato A:
dove il decreto è ambiguo lo scriviamo, invece di inventare una certezza.
Chi può iscriversi
La terza fascia è la porta d'ingresso di chi comincia: non serve aver mai
lavorato nella scuola. Servono il titolo di studio richiesto dal profilo e
la certificazione di alfabetizzazione digitale.
I titoli d'accesso cambiano secondo il profilo. Per il collaboratore
scolastico e per l'operatore scolastico basta un titolo
di studio di livello secondario di primo grado accompagnato da una qualifica
triennale, oppure uno dei titoli equivalenti previsti dal contratto. Per
l'assistente amministrativo serve un diploma di maturità; per
l'assistente tecnico un diploma coerente con l'area professionale
per cui ci si candida. Cuoco, infermiere, guardarobiere e operatore dei servizi
agrari hanno ciascuno il proprio titolo specifico.
Su un punto conviene essere chiari perché è fonte di delusioni: un titolo
più alto non sostituisce quello richiesto se il decreto chiede un titolo
specifico, e non sempre aggiunge punteggio. Una laurea, per esempio, non vale nulla
nella tabella del collaboratore scolastico.
La certificazione di alfabetizzazione digitale
È la novità del triennio 2024/27 e va capita bene, perché non è un titolo che fa
punteggio: è un requisito. Senza, la domanda non si presenta.
Il decreto la definisce riprendendo la dichiarazione congiunta allegata al CCNL del
18 gennaio 2024: dev'essere rilasciata da un ente accreditato presso l'ente di
accreditamento nazionale, essere registrata presso il medesimo ente, essere
in corso di validità al momento dell'iscrizione e attestare il
superamento di un test finale su sistemi operativi, videoscrittura, fogli
elettronici e posta elettronica.
Non va confusa con le certificazioni informatiche che danno 0,25
punti: quelle sono un titolo valutabile, questa è la condizione per esserci.
Come si costruisce il punteggio
Il totale è la somma di due sezioni: titoli di cultura e
titoli di servizio. Ogni profilo ha la sua tabella, e le voci non
coincidono.
Il titolo di studio d'accesso
Vale la media dei voti riportata a dieci, quindi da 6 a 10 punti,
esclusi religione, educazione fisica e condotta. Se il titolo è espresso con un
giudizio complessivo valgono le equivalenze del decreto: sufficiente 6, buono 7,
distinto 8, ottimo 9. Se un voto unico è espresso in una scala diversa dai decimi
va rapportato a dieci, e se il titolo non è espresso né in voti né in giudizi si
considera conseguito con la sufficienza. Con più titoli d'accesso si valuta il più
favorevole.
Gli altri titoli di cultura
Cambiano molto secondo il profilo. L'assistente amministrativo valorizza la laurea
(2 punti), l'attestato di qualifica professionale sulla trattazione di testi
(1,50), l'attestato di dattilografia o servizi meccanografici (1) e l'idoneità in
concorsi pubblici (1). Il collaboratore scolastico valorizza le qualifiche
socio-assistenziali e socio-sanitarie e quelle di operatore per l'assistenza
educativa ai disabili (1 punto). In tutti i profili una certificazione informatica
diversa da quella d'accesso vale 0,25, e una sola.
Il servizio
Il servizio prestato nel profilo per cui ci si candida vale 6
punti per anno scolastico nelle scuole statali, e mezzo punto per ogni mese o
frazione superiore a quindici giorni. Il servizio di altro tipo nelle stesse scuole
vale 1,20 punti l'anno per assistente amministrativo, tecnico, cuoco e infermiere,
1,80 per gli altri profili. Il servizio alle dirette dipendenze di amministrazioni
statali, enti locali e patronati scolastici vale 0,60 l'anno.
Il tempo parziale si valuta per intero: chi ha lavorato a
diciotto ore prende gli stessi punti di chi ne ha fatte trentasei.
Le tre regole che fanno sbagliare i conti
Sono nelle avvertenze e nelle note a piè di tabella, non nelle righe: per questo
sfuggono quasi a tutti quelli che provano a calcolarsi il punteggio a mano.
1. Nelle paritarie il servizio vale la metà
Il servizio prestato in scuole non statali paritarie, in scuole dell'infanzia non
statali autorizzate, in scuole parificate, convenzionate, sussidiarie o sussidiate
è ridotto alla metà: sei punti l'anno diventano tre. Quel servizio, inoltre,
non costituisce requisito d'accesso.
2. Il tetto per anno scolastico
Se in uno stesso anno scolastico si sono prestati servizi che danno luogo a
valutazioni differenziate, il punteggio complessivo attribuibile per quell'anno
non può eccedere il massimo previsto per il servizio computato nella
maniera più favorevole. Un anno intero come collaboratore più un anno di
altro servizio non fanno 7,80: fanno 6.
3. L'arrotondamento
Si arrotonda alla seconda cifra decimale, per eccesso se la terza è 5 o maggiore.
Il decreto fa perfino gli esempi: 7,166 diventa 7,17 e 6,833 resta 6,83.
Le trenta scuole: come sceglierle
È la parte a cui si dedica meno tempo e che pesa di più. La domanda vale per una
provincia sola e dentro quella si indicano fino a trenta istituzioni: si entra
nella graduatoria di quelle e soltanto di quelle.
Il punteggio è identico ovunque, quindi la differenza la fa chi altro ha scelto le
stesse scuole. Tre criteri pratici, in ordine di importanza:
Mescolare: qualche istituto molto richiesto per non rinunciare
alle occasioni migliori, e diversi istituti periferici dove il proprio
punteggio pesa di più.
Essere onesti sulla distanza: una supplenza rifiutata perché
la scuola è troppo lontana resta comunque una chiamata usata.
Guardare la dimensione: gli istituti grandi hanno più
movimento di personale, quindi più supplenze brevi.
Ogni profilo ha una tabella diversa, e lo stesso titolo può valere punti in una e
niente in un'altra: una laurea, per dire, non vale nulla per il collaboratore
scolastico. Per questo la pagina di ciascun profilo riporta la sua tabella
voce per voce e, dove conosciamo le graduatorie, dove si collocano
i punteggi veri degli iscritti.
Le graduatorie in vigore sono state formate nel 2024, con domande dal 28 maggio al
28 giugno, e valgono per gli anni scolastici 2024/25, 2025/26 e 2026/27. Non si
entra in corsa: chi non ha presentato domanda allora non può inserirsi
adesso.
Il prossimo aggiornamento è atteso nel 2027, e sarà la finestra in
cui iscriversi per la prima volta, aggiornare il punteggio con i titoli conseguiti
nel frattempo e ripensare la scelta delle trenta scuole. Chi vuole arrivarci
preparato conviene che si muova prima: molti titoli richiedono mesi.
Nel frattempo restano due strade: la messa a disposizione, la
candidatura spontanea alle scuole, e gli interpelli, gli avvisi
urgenti che le scuole pubblicano quando le graduatorie sono esaurite.
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